Compra Light A Candle dei Forro In The Dark su iTunes
Se c'è una cosa che i Forro in the Dark prendono sul serio, quella è la festa. Partendo dal tradizionale forró nordestino, questi quattro brasiliani di New York mettono insieme un groove che significa divertimento puro, in tutte le lingue e i generi musicali. Con il loro ultimo EP, "Dia de Roda", i Forro enfatizzano ancor più il loro sapore da dance-party globale. Sensuale, fragorosa come una risata, la loro musica è un'inconfondibile miscela di country soul e urban funk. Che cantino in inglese o in portoghese, che parlino di Rastafarianesimo, Robin Hood o della tradizionale Roda brasiliana, i Forro in the Dark caricano ogni nota della loro musica di un'energia talmente palpabile da non richiedere spiegazioni o traduzioni. I loro ritmi ispirati al forró creano atmosfere sonore capaci di trascinare tutti sul dancefloor, dagli appassionati di jazz agli amanti della techno.
Potremmo chiamarli "i pifferai magici" dei locali di New York: basta ascoltare qualche nota, ed ecco che i fianchi prendono il sopravvento, iniziando a dondolare al tempo del loro roots rock brasiliano. Dentro la loro musica c'è un po' di afro-beat, un po' di swing country western, un po' di dub, e un sacco di rock and roll, pompati dal ritmo insistente del forró. Fedeli alle loro radici scavano ogni volta più a fondo nei suoni del nordeste brasiliano e allo stesso tempo cannibalizzano altri stili, attingendo a tutte le influenze disponibili agli artisti che, come loro, viaggiano su correnti globali. Un'ibridazione da cui nasce una musica che ha una magia tutta sua, che sgorga libera e spontanea, e che declina un inebriante invito a bersi una birra e a cercare un po' d'amore nel buio della festa.
Lo scheletro del loro sound è il ritmo sincopato del forró, che per i brasiliani rappresenta l'accompagnamento delle lunghe giornate di lavoro, il divertimento delle feste popolari del Nordeste e il sottofondo delle discoteche alla moda. Le musiche travolgenti contrastano con le tematiche più serie toccata dai testi: le canzoni dei Forro sono un romantico omaggio al rude e inclemente sertão nordestino, e danno voce ai malinconici lamenti degli emigranti e alle ballate sui banditi brasiliani.
Pur scandagliando la ricca storia di questo genere giocoso ed emozionale, i Forro in the Dark non dimenticano il presente e fanno party music per il moderno villaggio globale. In particolare ampliano la semplice strumentazione composta da fisarmonica, zabumba e triangolo resa popolare dal grande artista del forró Luiz Gonzaga. Abbandonata la fisarmonica i Forro hanno introdotto il pifano di Jorge, un flauto di legno tipico del Nordeste, la chitarra di Guilherme e il timbau di Davi, un tradizionale tamburo bahiano. Il tutto accompagnato dallo zabumba di Mauro, un tamburo con sonorità da rullante e grancassa, e dal tintinnio del triangolo di Davi. Questo line-up rivisto crea un sound che abbatte le frontiere musicali tra il polveroso sertão brasiliano e il paesaggio urbano di New York. E tuttavia la band riesce a rimanere fedele al vero spirito del forró, con una musica che nasce per far ballare e divertire la gente: forró in brasiliano vuol dire proprio questo, festa.
Il nucleo della band si è formato durante un party per il compleanno di Mauro al Nublu, un locale nell'East Village di New York, dove il musicista aveva invitato alcuni amici a jammare al ritmo del forró. Quel sound indiavolato ha avuto talmente tanto successo che il locale li ha invitati a suonare regolarmente ogni settimana. La formazione attuale della band si è solidificata nel 2006 con il disco "Bonfires of Sao Joao", una travolgente esplorazione delle forme del forró con influenze in puro stile newyorkese, con la partecipazione di David Byrne, Bebel Gilberto e di Miho Hatori come guest vocalists. Il 2007 ha visto la band impegnata in un lungo tour in Nord America, Europa e America Latina per la promozione di "Bonfires" con la quale ha seminato le sue "good vibes" in tutto il globo. Il loro sound innovativo è stato lodato dalla critica, e i loro spettacoli altamente energetici hanno conquistato loro una nuova platea di fan. Tra una data e l'altra la band ha trovato il tempo per registrare la canzone "City Of Immigrants" per l'album di Steve Earl vincitore di un Grammy "Washington Square Serenade". Solo due mesi dopo essere rientrati a New York erano già pronti a tornare in studio. In tre giorni di lavoro ai Super Legal Studios di Manhattan la band ha registrato un nuovo EP.
Il 2009 promette di allargare ulteriormente i loro orizzonti, con l'uscita il 13 ottobre del nuovo album Light a Candle, stavolta proprio per l'etichetta Nat Geo Music, e un nuov tour in Europa e nelle Americhe che darà ad altri ascoltatori la possibilità di unirsi al party globale infinito dei Forro in the Dark.