Balkan Beat Box
Registrato tra Belgrado, Vienna e Tel Aviv, Blue Eyed Black Boy vede i BBB in trasferta nei luoghi di origine del loro originale sound "neo-mediterraneo", alla ricerca di nuove ispirazioni e collaborazioni con cui nutrire la loro esplosiva miscela musicale. Il disco, che contiene i singoli "War Again" e "Move It", segna il ritorno in studio della formazione composta da Ori Kapan, Tamir Muskat e Tomer Yosef dopo tre anni di assenza, e il suo debutto sull'etichetta Nat Geo Music. L'uscita di Blue Eyed Black Boy è prevista per il prossimo 27 aprile.
I Balkan Beat Box sono Ori Kaplan, Tamir Muskat e Tomer Yosef
Per chi non li conoscesse, i Balkan Beat Box sono emersi dalla scena musicale underground newyorkese nel 2005 con il loro primo ed omonimo album, in cui hanno presentato per la prima volta al mondo il loro scoppiettante mashup di sonorità multikulti.
Fondata da Ori Kaplan (ex Gogol Bordello) e Tamir Muskat (ex Firewater), due musicisti nati in Israele, la band si è rapidamente imposta nel circuito dei locali per le sue performance dal vivo debordanti di energia. Al nucleo iniziale dei BBB si è ben presto unito Tomer Yosef, già collaboratore della formazione, che oggi è il suo scatenatissimo frontman. Nel 2007 il trio ha dato ulteriore prova della sua coesione artistica e compositiva con il secondo album Nu Med.
"Quando ci ritroviamo insieme in studio è sempre un'esperienza straordinaria" racconta Kaplan. "Si crea una fantastica dinamica che nessuno di noi aveva mai sperimentato prima nelle altre band, una autentica collaborazione. Ognuno di noi ha la sua specialità: Tamir cura le ritmiche e la produzione, Tomer compone i testi e io penso alle melodie e ai fiati. E in questo modo ognuno crea uno stimolo per gli altri."
"La nostra dinamica nel fare musica è molto naturale" rincara Tomer, "siamo pienamente coscienti di quello che ognuno di noi sa fare meglio, e così tra noi non c'è mai una reale spartizione delle responsabilità... le nostre decisioni, su qualunque cosa, sono sempre prese in comune."
Insieme il trio ha creato un sound completamente nuovo, miscelando in parti uguali la tradizione balcanico-mediterranea, l'intensità del punk, la raffinatezza dell'elettronica, la disciplina del jazz e la spavalderia dell'hip-hop. Una combinazione esplosiva che con Blue Eyed Black Boy compie un ulteriore passo in avanti.
"Ogni nuovo disco per noi deve riuscire a sorprendere la gente e ad anticipare le tendenze" interviene Ori. "La nostra è stata una delle prime band 'gypsy-punk', ma il sound dei Balkan Beat Box è una nostra creazione completamente originale. Non c'è ancora neanche un nome preciso per definirlo. Il nostro scopo è andare molto al di là delle tendenze, e spingerci sempre più avanti, in profondità e in ampiezza."
Nonostante i lunghi soggiorni e il lavoro svolto in Europa negli ultimi anni, i BBB mantengono un atteggiamento estremamente newyorkese: "Per creare il sound dei BBB potremmo trovarci dovunque - persino nello spazio - l'importante è essere tutti e tre nella stessa stanza" racconta Ori. "Nonostante questo restiamo sicuramente una band molto newyorkese: è qui che ci siamo incontrati per la prima volta, che ci siamo formati e che abbiamo raggiunto il successo e tutti gli elementi che ci caratterizzano. Non puoi semplicemente scrollarti di dosso 17 anni della tua vita e dire 'okay, adesso siamo diventati un'altra cosa'. Il mostro si è scatenato a New York, e anche se adesso è libero di andare dove gli pare, ogni tanto ha comunque bisogno di tornare a casa, farsi una pisciatina sui muri e marcare il territorio."
"Io non definirei la nostra semplicemente come una band di NY," aggiunge Tomer. "Secondo me Blue Eyed Black Boy è il nostro progetto più internazionale, contiene talmente tanti elementi e colori di altre culture da porsi come una sorta di progetto felicemente senzatetto."
Blue Eyed Black Boy
In Blue Eyed Black Boy è come se il sound dei BBB, nato nel nuovo mondo, partisse alla riscoperta delle sue radici originali, che affondano nella storia e nella cultura del vecchio continente.
"Volevamo lavorare in un ambiente diverso, per rinfrescarci un po'" spiega Ori.
"E poi volevamo collaborare con dei veri musicisti zingari rom. La musica gitana e quella balcanica hanno un sound molto selvaggio, e visto che noi siamo punk nell'anima, per noi si tratta di una ricerca estremamente naturale."
Il soggiorno a Belgrado ha fortemente impressionato i BBB, per il contrasto tra i tumulti di strada e la quiete creativa dello studio di registrazione.
"Mentre eravamo a Belgrado ci sono state manifestazioni e scontri contro il Kossovo, e la malavita ha cercato di dare fuoco all'ambasciata americana" racconta Ori. "C'era un'atmosfera di grande tensione, ma noi ce ne stavamo nel nostro studio, lontani da tutto, impegnati a tradurre quell'intensità di energia in qualcosa di positivo e di buono."
"Quella di Belgrado è stata un'esperienza straordinaria" aggiunge Tamir. "Sono state sessioni che ricorderò per sempre. Siamo arrivati in città nel giorno in cui si sono avuti i disordini più gravi, milioni di persone per le strade, un clima di rivoluzione politica; gli animi erano molto carichi, ma durante il giorno ce ne stavamo imboscati in uno studio di registrazione degli anni '50, che prima serviva per le colonne sonore. Abbiamo incontrato tutti questi straordinari musicisti zingari e con loro siamo riusciti a intrecciare uno straordinario dialogo musicale."
Lavorando al fianco di artisti locali come la Orkestar Jovice Ajdarevica, la cantante serba Svetlana Spajic e alcuni componenti della banda zingara dei Kal, i BBB sono andati alla ricerca del lato più puro ed autentico dell'anima musicale balcanica.
"Ma a noi non interessava creare un semplice divertissement basato sulla spettacolarità del sound ottonistico balcanico, limitandoci a riprendere i loro successi per appiattirli sul gusto delle orecchie occidentali" racconta ancora Ori. "Quando lavoriamo con altri artisti cerchiamo sempre di incoraggiarli a fare qualcosa che non avevano mai fatto prima; di farli uscire dai loro percorsi abituali. L'idea è prendere l'essenza di quello che fanno, distillarla riducendola all'osso, e lavorarci su. Perciò anche se noi componevamo la musica e loro la imparavano, poi la suonavano a modo loro, così alla fine nessuno sapeva di chi fosse realmente. È stata una cosa completamente nuova; ed è stata una vera collaborazione."
Per il disco la band ha creato un archivio complete di beat originali. Racconta Tomer: "Prima di iniziare a lavorare su un album mi piace stabilire dei limiti creativi, per aiutarci a focalizzarci. Così per Blue Eyed Black Boy abbiamo registrato un'intera libreria di ritmiche e suoni di batteria che noi stessi abbiamo suonato manualmente, niente campioni o loop preconfezionati. E questa cosa dà all'album un suono molto organico."
Un'organicità che riesce a tenere saldamente insieme il disco sotto il peso di un mix di stili molto diversi tra loro: l'album infatti non mescola soltanto suoni balcanici, ma anche elettronica, cumbia e perfino un pizzico di afrobeat.
La title track non nasce solo dal continuo assalto che i BBB operano nei confronti delle frontiere culturali, ma in parte anche da un'ispirazione personale. Spiega Tomer: "Tamir ha registrato un beat per l'album quando mia moglie ha dato alla luce il nostro primo figlio, e poiché io ho la pelle scura e mia moglie ha gli occhi azzurri, Tamir ha pensato a noi ed ha chiamato questo beat 'Blue Eyed Black Boy' (bambino nero con gli occhi azzurri, ndt). L'immagine era talmente forte che ho iniziato subito a scrivere testi sul razzismo e sull'esclusione."
E Tamir rincara: "Per me simboleggia l'assurdità del fatto che, dopo migliaia di anni di conflitti tra popoli di diversi colori - di tutti i colori, in ogni parte del mondo - oggi ci troviamo in una generazione che rappresenta la definitiva commistione tra i popoli, come forse è stata la natura stessa a volere."
In "War Again" i BBB creano un pezzo rumoroso, strombazzante, polemico e più duro che mai contro la guerra, che è anche una delle canzoni di protesta più ballabili che si siano mai ascoltate. Il brano inveisce contro il continuo stato di guerra in cui Israele, il paese da cui tutti i BBB provengono, si trova costantemente impelagato. "Noi vogliamo che la gente capisca che siamo tutti coinvolti in un loop di guerra e di violenza senza fine, e che tocca a noi tirarcene fuori" spiega Tomer.
"Abbiamo sempre voluto abbattere questo stupido confine e mostrare quanto sia ridicolo," aggiunge Ori. "Abbiamo sempre pensato che tutti i confini siano artificiali, nella musica come nella politica. Quando suoniamo raggiungiamo una condizione di fratellanza con musicisti di ogni parte del mondo. Se un pugno di musicisti può farlo, quanto mai potrà essere difficile?"
È questa la domanda e la sfida che i Balkan Beat Box lanciano al mondo con Blue Eyed Black Boy: quanto può essere difficile abbattere i confini che ci separano? Con la colonna sonora dei BBB, unire l'intero pianeta nel nome del groove dovrebbe essere piuttosto facile...